CORO


S TELUTIS

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PROGRAMMA PER LE SCUOLE

Ragazze e ragazzi carissimi, buon giorno! Il coro Stelutis  saluta voi, i vostri insegnanti, i vostri parenti e conoscenti che sono qui con voi per trascorrere un’oretta all’insegna del canto.

Poche parole di presentazione: il coro alpino Stelutis ha sede a Brivio , una bella località situata sulle rive dell’Adda a pochi chilometri da Lecco che vi suggerisco di visitare in bicicletta soprattutto in primavera-estate.

Il coro è diretto dal Maestro Danilo Benatti.

Entriamo subito in argomento.  Dedicheremo la prima parte di questo nostro incontro alla nascita dei cori alpini, poi chiederemo anche la vostra partecipazione al canto e saremo disponibili a rispondere a vostre eventuali domande, infine eseguiremo canti di vario tipo tratti dal repertorio del nostro coro.

Sarà questa per noi l’occasione di mostrarvi un aspetto delle tradizioni della nostra gente che sono arrivate fino a noi e che noi cerchiamo di far sopravvivere.

Due parole di storia che sicuramente voi conoscete: siamo nel 1861 ed avviene un fatto importante: l’unità d’Italia.

Per difendere la nuova nazione viene formato l’Esercito e lo Stato Magg.  decide di dotarlo di alcuni Corpi Speciali. Così il Generale Perrucchetti crea nel 1872 il Corpo dei soldati specializzati per la difesa della frontiera di terra che per la quasi totalità è posta sulle Alpi, le più alte montagne d’Europa. Nasce cosi il Corpo degli Alpini.

Gli Alpini vivono la loro vita militare sui monti e come pensiamo che trascorrano i loro momenti di pausa? Con Play Station? Telefonino cellulare? Televisione? Computer? All’inizio del XX secolo nulla di tutto questo esiste e allora gli Alpini che fanno? Cantano e raccontano la loro vita militare.

ALPINI AL REGGIMENTO

Avete notato che cosa fanno alcuni coristi nell’ultima parte del canto? Risentiamoli

RIPETERE L’ULTIMO ATTACCO

Imitano gli strumenti musicali perché il coro alpino è formato da 4 voci virili (cioè maschili) senza alcun accompagnamento di strumenti musicali. Certo la banda li segue nelle sfilate ma del resto ve li immaginate gli Alpini che scalano le montagne con zaino, fucile ….e trombone sulle spalle?

Passano gli anni e nel periodo 1915-1918 durante la prima guerra mondiale gli Alpini sono tutti schierati sulle nostre frontiere  orientali. I loro canti ora sono canti di guerra che parlano di coraggio, paure, fatiche e la musica che riflette lo stato d’animo dei soldati  sembra a volte seguire il lento faticoso incedere delle truppe in movimento sui monti.

MONTE CANINO

Nel 1942 durante la seconda guerra mondiale gli Alpini vengono mandati a combattere in Russia.

In quel freddo tragico inverno russo si comportano con senso del dovere e coraggio ma nel loro cuore regna un profondo desiderio di pace. Un  canto lo rivela dicendo: durante una stasi dei combattimenti una ragazza russa che simboleggia la popolazione nemica balla e gli Alpini intonano per lei i loro canti.

JOSKA LA ROSSA

I canti militari e di guerra non sono però i soli canti di un coro alpino. La maggior parte dei soldati sono militari di leva che ritorneranno poi alle loro normali attività e pertanto loro pensano sempre al loro paese ed alla loro famiglia. A volte con il canto raccontano allegre storielle della loro regione. Sentite questa:

ME COMPARE GIACOMETO

Abbiamo detto che il coro alpino è composto da 4 voci virili ed ora noi le possiamo anche fisicamente vedere dividendo il coro in quattro gruppi (formare 4 gruppi separati).

Ora il maestro Benatti vi mostrerà come insegna ai coristi un nuovo canto da inserire nel repertorio del coro. Vediamo che cosa fa.

Sapete che cos’è quell’aggeggio che percuote e poi si porta all’orecchio?  No, non è un “cotton fioc” è un diaphason che serve per indicare la nota base che è il LA . Partendo da essa il maestro indica ai coristi la tonalità iniziale separatamente per ogni voce.

Facciamo un esempio con un canto molto noto che è “La montanara”

Ora cantano i tenori primi (far cantare solo i primi)

Poi i tenori secondi            (far cantare solo i secondi)

Quindi i baritoni                (far cantare solo i baritoni)

E infine i bassi                   (far cantare solo i bassi)

Ora i coristi canteranno tutti assieme e voi , quando il maestro Benatti lo indicherà potrete unirvi a loro cantando il ritornello che dice:

“la montanara ohè si sente cantare,

cantiam la montanara , e chi non la sa?

Mi raccomando tutti attenti! Quando il maestro si volgerà verso di voi chi vuole,seguendo i suoi ordini può cantare con il coro.

LA MONTANARA

Chiediamo ancora il vostro aiuto per mostrare come il coro possa a volte suscitare delle emozioni.

C’è qualcuno che si sente di recitare una poesia  o un brano o una preghiera al microfono?

(se non ci sono testi scolastici far recitare”La preghiera dell’Alpino” ad un ragazzo o ad una ragazza con accompagnamento del coro muto)

CORO MUTO

Ora che abbiamo rotto il ghiaccio, qualcuno di voi ha qualche domanda da fare?  (rispondere ad eventuali domande e suggerirne alcune)

Una domanda che ci aspettavamo era: “Il coro alpino canta solo brani di montagna o militari?”

Avremmo risposto subito di “No”. Il coro Stelutis ha nel proprio repertorio

anche canti della tradizione contadina. Un tempo quando molti di noi erano giovani come voi, le case erano circondate da aie e da campi e durante i periodi di raccolta come la mietitura , la fienagione o la vendemmia non si udivano rumori di macchine e camion ma canti come quello che vi faremo ora sentire

DOVE TE VET O MARIETTINA

Ora eseguiremo due canti tratti dalle tradizioni straniere che però sono molto vicine alle nostre.  Il primo è un canto russo che narra la storia di dodici ladroni ed il secondo, di origine scozzese, parla di un argomento molto caro agli Alpini: l’amicizia.

Non vi anticipo nulla perché i canti sono tradotti in italiano e voi sentirete le storie direttamente dai coristi. Vi chiedo però di porre attenzione alla esecuzione dei solisti che sono molto bravi: il primo ha la tipica voce di un narratore russo, mentre il secondo dà l’impressione di essere un battelliere di colore del Mississipi. Ascoltiamoli.

I DODICI LADRONI

AMICI MIEI

Un aspetto molto importante dei canti alpini è quello religioso. Una ventina di anni fa il repertorio si è arricchito di una bellissima preghiera che voi sicuramente avete già avuto modo di ascoltare in altre occasioni.

Con questo canto che ora noi eseguiremo concludiamo la nostra esibizione.

Speriamo vivamente di aver suscitato il vostro interesse per le nostre tradizioni e vi salutiamo alla maniera alpina: “Ciao bocia” (tutti insieme)

SIGNORE DELLE CIME
 

(Nel caso di bis fare un solo canto dicendo:)

Ci sembra di aver sentito la richiesta di un bis o forse ci siamo sbagliati; comunque noi lo facciamo ugualmente.

Canteremo la storia di Beniamino

Le parole di questo canto sono semplicemente le espressioni di Beniamino.

Esse fanno intuire la sua storia di emigrante che, tornato a casa dopo tanti anni scopre che la terra dove lui è nato è stata rovinata dal cemento e dalle costruzioni.

E la musica di tono crescente esprime via via l’attesa, la sorpresa, la delusione.

BENIA CALASTORIA

 

 

Coro Stelutis 
Via Vittorio Emanuele II 20, Brivio (LC)
25/11/2007 Copyright © Coro Stelutis

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